Cenni critici

From an Aesthetica Art Prize(Future Now)

2015


Nell’opera è espressa la decorazione,nella ripetizione seriale di sequenze inclusive del dettaglio architettonico,come una attività ludica scaturente dall’ingrandimento e dalla concentrazione sul particolare,lasciando invece la tradizionale centralizzazione dell’immagine come mero contorno.
Il valore di questa immagine non imitativa consiste,non in ciò che che tale immagine rappresenta ,ma in ciò che nasconde.

La decorazione come metafisica dell'effimero

2008 | Osvaldo Rossi


Negli ultimi anni, a partire dal 1999, è diventato centrale il tema della decorazione. Essa si presenta come la ripetizione di un dettaglio. I pretesti sono molteplici, persino arabeschi e altri simulacri ad alto valore simbolico. Come ad esempio avviene in "Iranian" del 2007, "un'opera che si ispira all'arabesco con significato orientale - fa notare l'artista. Il quadro l'ho concepito dopo aver visto la moschea di Isfahan in Iran. Mi colpiva l'infinità dei segni ripetuti". Nel dipinto, tra tutti quei segni, dal basso verso l'alto, s'erge un volto, attonito e smarrito.
Patrizio valorizza la decorazione, ma non ne fruisce l'elemento di piacevolezza, come accadeva per l'estetica classica; la vive piuttosto con una sensibilità post moderna, quella che ha spazzato via ogni certezza, persino quella dell'arte.
Qui la distanza da Klimt è evidente. Le sue immagini si collocano tra visione ed inutilità. Quel che conta è l'elemento pittorico e decorativo. La decorazione segna la ripresa della pittura, nella precarietà dell'estetico. Si può dubitare dell'arte attraverso il linguaggio dell'arte, quel che resta è per lui il residuo decorativo che esprime la necessità di ciò che è inutile, labile e precario.
La decorazione nella ripetizione dei segni, nella loro insistenza, assolutezza ed inutilità, si presenta come un gioco che per Sanguigni spesso scaturisce dal farsi laterale dell'immagine, dal suo fingere assenza. È questa una logica obliqua del dettaglio riscontrabile in opere "Senza Titolo" del 2007, per cui possiamo parlare di non centralità, quasi vacuità dell'immagine.
La vacuità dell'immagine - che non è imitazione, vale non tanto per quello che rappresenta, ma per quello che non rappresenta. In altri termini l'immagine tende a sottrarsi al gioco della rappresentazione per portare all'attenzione ciò che è parziale, laterale, inconsistente, vacuo, effimero, ossia la decorazione che per questi motivi contiene in se già la sua decadenza. Ecco il nuovo credo metafisico dell'artista, quello di un'arte che riconosce, per dirla con Baudrillard, "la sua sparizione" nella permanenza di un gioco.

"Odissea Metropolitana"

Bergamo 2003 | Mara Novelli


"….Vi sono particolari provenienti dal mondo pubblicitario,dal glamour, dall'architettura. Un panorama in trasformazione che porta alla costruzione di un cinico non senso che rende sospese le forme e gli oggetti tra realtà e medialità.."

Comunicato stampa

settembre 2004 | Galleria Battaglia


"Della stessa generazione fa parte il lavoro di Patrizio Sanguigni artista poetico e nascosto come del resto è la sua pittura, ricca di particolari "nascosti" da grandi spazi quasi monocromi"

"LVII Rassegna Internazionale", G.B.Salvi

Sassoferrato, 2007 | Mariano Apa


"...in queste opere ci si offre un'analisi del particolare in quanto risultante della condizione lenticolare. L'artista sembra come riprendere, dal "particolare", la dicitura fiamminga della lenticolarità.
E tale analisi lenticolare viene a sposarsi con il retaggio della figurazione statunitense (Pop Art e Op Art) provocando un corto circuito linguistico-artistico..."

Centro di Cultura Italiano

1982 | Remo Brindisi


"Questo artista può sembrare irreale ma è poi il reale che egli consolida come è nella verità la storia che viviamo. Con quale metro potremo domani misurare questa storia fuori dalla realtà? Sanguigni che è pittore dotato e meditativo saprà risponderci visto che nel suo idealismo pittorico vi è già compresa una determinata cultura".

Milano

novembre, 2002 | Pedro Fiori


Alla base dell'attuale ricerca artistica espressiva e strutturale del pittore Patrizio Sanguigni(una pittura nata dall'inconscio che ha i valori problematizzanti dell'arte d'oggi), c'è una "realtà-in-divenire" sentita e proiettata (il "Work-in-Progress" dell'immagine) appunto, come direi, un insieme di "strutture-frammenti interattivi e totalizzanti". Una "visio", dunque, che questo artista d'avanguardia concepisce come la sintesi di"situazioni impossibili". Realtà dinamica quindi che si sviluppa in un continuo processo metamorfico. Processo di struttura e di significato che svela, d'altra parte, la personalità del suo stile.
È l'iconologia di un "visionarismo della realtà" (cioè un "situazionismo dei frammenti") che una materia sciolta, in divenirale trasformazione rende ancora più misteriosa.